gliocchipienideituoisorrisi

Anonimo asked:

Fai Lucrezia?:)

gliocchipienideituoisorrisi answered:

Lucrezia è insicurezze e imperfezioni. Lucrezia è stanca di andare avanti, si sente il peso del mondo sulle spalle, il peso di una vita che sembra non essere sua. Lucrezia sogna altre città, sogna fondali oceanici, sogna il nulla in cui è risucchiata. Lucrezia cerca di dar colore ad ogni cosa, anche se magari poi non ci riesce, lei c’ha provato lo stesso. Lucrezia vorrebbe finalmente poter essere un’adolescente come tutte le altre, senza curarsi della famiglia, senza pensare a cosa cucinare, a chi stirare i vestiti, a chi serve questo, a chi serve quest’altro. Lucrezia vorrebbe smetterla di salvare il culo alle altre persone e cominciare a salvarsi. Lucrezia sogna di viaggiare, viaggiare lontano, ed esplorare il mondo con le cuffie alle orecchie, una macchina fotografica sempre affianco. Perché si sa, le foto ritraggono momenti che vanno a sfumarsi nel passare di un secondo. Lucrezia vorrebbe cominciare a ballare un ballo nuovo, fatto di felicità, di serenità e di poche lacrime in cui annegare. Lucrezia vorrebbe poter andare al mare quando le pare, perdersi nel suono delle onde, immaginarsi di andare a sbattere contro gli scogli. Lucrezia si perde dentro le piccole cose, le carezze quelle date spontaneamente, dentro ai baci che sanno di amore. Lucrezia è pensieri continui, ricordi che ti lacerano le membra, dolori che ti assalgono il cuore. Lucrezia è piena di fantasmi dentro. Lucrezia è un sussurro urlato dal vento, nessuno si accorge del suo dolore. Lucrezia è un’errore. Lei ha sempre pensato che gli errori vanno presi per mano, non bisogna lasciarseli alle spalle, cercare di evitarli, perché tanto si ripresentano più grandi di quanto ci aspettiamo e non scompaiono, mai. Pensa che gli errori non dovremmo lasciarceli alle spalle perché, guardando il passato o una persona, vedremmo solo quelli, gli errori ci offuscherebbero la mente, la ragione, i sentimenti. Ma nessuno prende gli errori per mano e nessuno prende lei per mano. Lucrezia ha bisogno di riscoprire se stessa, di riscoprire di avere delle labbra, di riscoprire di avere delle mani. Di riscoprire di avere un cuore. Lucrezia è amore mai ricambiato, un corpo trascinato in un buco nero. Lucrezia vorrebbe rispolverare i suoi fantasmi, lasciare che i fantasmi del passato smettano di divorarla, ma non ci riesce. O semplicemente non lo vuole, perché un po’ si sa, siam tutti masochisti. Lucrezia sogna i viaggi in auto, quelli con gli amici, quelli in cui te ne freghi di tutto e tutti. Lucrezia sogna di poter essere amata un giorno. Lucrezia sogna, sogna, sogna e poi si scontra con la realtà e capisce che è meglio sognare che vivere in ‘sto mondo di merda. Lucrezia è combattere per gli altri, perché le battaglie senza interesse verso se stessi sono le miglior battaglie. Lucrezia vorrebbe essere il ‘Lei ne vale la pena’ di qualcuno. Vorrebbe poter essere guardata come lei guarda la sua chitarra, il mare, i suoi libri. Lucrezia vive di parole scritte sulla carta, di inchiostro nero sul bianco. Vive cento storie, si immedesima in mille personaggi. Le piace, l’idea di essere qualcun altro, qualcuno di meno incasinato, magari. Lucrezia sa di sigarette e menta, di pesca e vaniglia. Lucrezia da consigli sempre agli altri, ma mai a se stessa. Lucrezia vorrebbe non esserci.

Sei ancora vivo, senza di me.
Eppure dicevi che non ce l’avresti fatta, che non avresti potuto resistere. Invece guardati adesso, dopo mesi? Anni? Sei ancora vivo mentre non sai con chi sono, cosa faccio, se ci penso ancora o se sto facendo l’amore con un altro. Dicevi che l’avresti ucciso, se fosse successo, e che mi avresti portata via. Ma sono ancora qua.
unosbaglio